Il Seme



Il seme è protagonista della giornata trascorsa tra bellissime persone a “Cua ‘e Bentu” il 30 Aprile. In questo momento in cui si combinano nuove genetiche, nel mercanteggiare delle piante con gli insetti, disposti in cerchio abbiamo fatto sfilare fra le mani di ogni partecipante un sacchetto di semi, a cui abbiamo affidato le nostre parole, i nostri sogni, la nostra energia. Ogni seme è una pianta, ogni seme custodisce il cambiamento, quella combinazione di intendimento che proprio ora osserviamo tutt’attorno, un richiamo che in qualche maniera ci attrae, facendoci incontrare, riconoscendo nella familiarità in cui ci sentiamo immersi, quell’antico sentimento di unione e riconoscenza che non possiamo attribuire al caso ma più a un risveglio, un ricordo.
Noi facciamo parte di questo fermento, come gli insetti, come le piante. Di buoni intenti, proposte, talenti ed emozioni nutriamo i nostri semi.
Nel 2013 ho conosciuto tramite le sue pubblicazioni lo scienziato e professore Stefano Mancuso. Il suo lavoro di ricerca e sperimentazione con le piante, ha svelato una società vegetale che non solo comunica efficacemente, ma che svela una funzionalità nei rapporti col resto della vita altamente prolifera.


“Della Terra il 97,3% della biomassa è vegetale, il restante 2,7% è costituito per 2/3 da insetti e solo 1/3 comprende pesci, uccelli e mammiferi. La specie umana.” Deproducers



Le piante durante l’impollinazione sviluppano un sistema di comunicazione molto efficace, soprattutto con gli animali, si vestono di fiori e profumi, ognuno i suoi, secondo la specie. Un richiamo rivolto soprattutto agli insetti ma non solo, certe piante si preparano a collaborare col vento, altre possono impollinare se stesse, sviluppando all’interno di ogni fiore, ambe due gli organi sessuali, altre piante invece producono sullo stesso individuo fiori maschili e femminili, separati tra loro.
Quello che nasce tra la pianta e l’insetto è un accordo fedele. La pianta produrrà il nettare, una sostanza zuccherina e molto energetica della quale gli animali vanno ghiotti e glielo cederà in cambio del trasporto del polline su un altro fiore della stessa specie.
Se il polline fosse trasportato su due piante di specie diverse, andrebbe perduto ma gli insetti, rimangono fedeli per l’intera giornata alla prima specie che visitano la mattina. Gli entomologi hanno chiamato questo modo di agire “fedeltà di bottinamento”.
Questo fenomeno sul quale si basa tutta l’impollinazione e dunque la riproduzione delle piante, non ha ancora trovato una sua logica. Si tratta di un mistero.
Quello che sappiamo è che le piante sviluppano diversi sistemi per creare probabilmente quel legame di fedeltà col regno animale che gli assicura la proliferazione.


Nel frattempo all’interno del cerchio di pietra abbiamo potuto presentarci ed esprimere quali ragioni ci abbiano unito.
La giornata ha visto partecipe anche il cibo di guarigione, Winki con l’aiuto di altri fratelli ha così presentato dei veri e propri mandala fatti con della verdura cruda prodotta in agricoltura biodinamica e del riso integrale biologico arrivati dall’Oristanese. Abbiamo mangiato cercando di tener presente l’importanza di essere, consapevoli di quello che senza fretta abbiamo masticato e facendo attenzione ai sapori del cibo mangiato. Nel pomeriggio abbiamo ripreso posto nel cerchio, abbiamo condiviso le nostre attività, le pratiche olistiche e i luoghi in cui potremmo ancora rafforzare le nostre collaborazioni. Lo scopo e cercare di vedere ogni condizione di vita da più punti di vista, trasformare le debolezza in punti di forza. Lavorare su noi stessi per raggiungere l’armonia con tutto il creato e sviluppare nuovi legami, non solo fra persone ma anche con noi stessi, raggiungere la consapevolezza con cui percorrere le strade che hanno un cuore.
Le piante impollinate cominceranno a far crescere dal fiore la vita.


Ogni pianta creerà i propri semi, come per l’impollinazione sarà richiesto il contributo delle creature dalla Terra, affinché possano i semi di ogni pianta crescere.
Alcuni semi, si presenteranno pronti a volare nel vento, come quelli del tarassaco, uno straordinario esempio di ingegneria, costruito in maniera che i suoi minuscoli semi volino via al minimo alito di vento.
Altri invece creeranno un frutto. Al suo interno cresceranno i semi, quando sarà maturo il frutto lo sarà anche il seme.
Le piante che ieri vestivano di colori vividi i loro fiori, con cui hanno invitato gli insetti a collaborare perché i semi potessero crearsi, domani muteranno, saranno colori e odori diversi quelli che presenterà la pianta. Un nuovo vestirsi per comunicare ad altre specie il bisogno di collaborazione. Ora si tratta di permettere al seme di crescere, alla pianta di diffondersi.
Questo rappresenta l’ultimo fondamentale passaggio della riproduzione vegetale.
Per ogni pianta, disperdere i semi con successo nell’ambiente è vitale per almeno due motivi: espandersi su un territorio più ampio possibile e diffondere i semi lontano dalla pianta madre.
L’animale che ingerirà il frutto, la sua ricompensa, porterà con se anche il seme che in secondo momento sarà restituito alla terra, alla giusta distanza dalla pianta madre, attenderà che le condizioni siano favorevoli per aprirsi e crescere. Lo stesso uomo contribuisce all’espansionismo delle specie vegetali, lo facciamo da quando abbiamo iniziato a spostarci.
Il fuoco acceso all’interno del cerchio di pietra ha suggellato il nostro intento, nasceranno semi da questa giornata.
Semi che custodiremo all’interno di noi stessi, li porteremo con noi nelle nostre case, nella nostra vita e ai prossimi incontri, matureremo assieme.
Abbiamo concluso il cerchio di persone abbracciandoci e prendendoci per mano, per onorare la giornata trascorsa, per darci appuntamento al prossimo incontro, per ringraziarci di esserci.
Nel salutare tutta la tribù voglio ringraziare tutte le persone che hanno collaborato e partecipato all’incontro, un ringraziamento speciale a Gabriele che porta con se la fiamma e Winki che ha, anche il giorno seguente, portato la sua maestria nel creare ottimi piatti con il cibo di guarigione e sottolineato l’importanza di una corretta e consapevole alimentazione.

Pubblicato da FelicitasMundi

Felicitas Mundi significa la felicità del mondo, a questa proposizione è stato aggiunto il sottotitolo, “il mondo che vorrei” e tutto l’insieme aspira ad un modello: UBUNTU. Ubuntu è un termine africano che richiama ad un’etica, ad un modello di vita basato sulla compassione e condivisione perché tutto il suo valore è racchiuso con potenza nella traduzione del significato: IO SONO PERCHE’ NOI SIAMO Suo ambasciatore è stato Nelson Mandela: «In Africa esiste un concetto noto come Ubuntu, il senso profondo dell’essere umani solo attraverso l’umanità degli altri; se concluderemo qualcosa al mondo sarà grazie al lavoro e alla realizzazione degli altri,»

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