Condivisione sui Fiori di Bach. Con Ary_Devî (Sabato 21 gennaio, Olbia)

Durante tutta la sua vita si è sempre sentita portata verso la comprensione dell’energia di cui l’universo è manifesto. Col procedere di questo cammino personale si rende conto di volersi dedicare al riequilibrio della propria energia femminile, visto anche il forte legame con la sua terra, ove anticamente il culto della Dea era diffuso.

Con Ary approfondiremo l’esperienza dei Fiori di Bach, attraverso la conoscenza degli aspetti risananti e la condivisione di incontri previsti in Sardegna a partire dal 21 gennaio, a Pittulongu, storica spiaggia del lido Olbiese.

Il principio base di questo progetto è quello di poter apprendere i fiori e la loro possibilità di utilizzo, attraverso il dialogo. Sentendo dentro se stessi cosa ogni fiore attiva, così da  farne esperienza diretta. I fiori verranno esplorati nella sequenza con cui sono stati ritrovati, quindi viaggeremo sulle orme del dott. Bach, lungo la linea della sua vita. E così come lui ha potuto ascoltarli e sceglierli, noi sapremo ascoltarci, ascoltando come il fiore risuona dentro di noi.

Per seguire le condivisioni sui Fiori di Bach, le esperienze ed i successivi incontri, puoi entrare sul canale Come Natura Crea FM

Holly
(Ilex Aquifolum) – Agrifoglio

*Parole chiave*: Odio, ira, rabbia, gelosia, sospetto, avversione, vendetta, aggressività attiva, violenza, sentimento di umiliazione.

*Principio transpersonale*: Eruzione

Ho appena incontrato un meraviglioso Holly, così, istantaneamente, ho ripensato alla sua segnatura (forma della pianta che ne evidenzia la funzione)

Holly è una delle essenze che in modo più diretto riguarda l’emozione rabbia – una delle emozioni primarie – in particolare la rabbia che esplode, che va verso fuori, quella rabbia che si estrna in modo impetuoso (al contrario dì Willow,che riguarda la rabbia trattenuta)
Riguarda l’odio e l’invidia (altre forme di rabbia)

Osservandolo si noterà che le sua foglie sono appuntite, spinose, come se Holly sentisse di doversi difendere e per far questo avesse escogitato le spine.
Le sue bacche sono rosse, colore tipicamente attribuito alla rabbia, che ci infuoca e sono velenose, proprio come la rabbia è un veleno interno.
Holly è infatti considerato anche un protettore interno, ci protegge dalla nostra stessa rabbia.

Ma se invece osserviamo la pianta nel suo insieme noteremo che mano mano che il nostro sguardo si sposta verso l’alto – verso il cielo – le bacche vengono meno e le foglie cambiano di colore e forma, diventando di un verde meno scuro (la bile è verde scuro e, si dice, che le persone arrabbiate siano “pine di bile”), appaio più chiare e non spinose.

Holly in aspetto positivo è una delle essenze più meravigliose che abbiamo a disposizione, riguarda l’amore incondizionato, quello di Dio, o dell’universo, mettiamola un po’ come vogliamo. Ecco perché Holly più si avvicina al cielo, meno ha necessità di essere spinoso e velenoso, ha fatto il suo viaggio, ha risolto quella rabbia che lo attanagliava ed è finalmente nell’Amore.
È amore di Sè ed è amore per l’altro, è sentirsi sia parte che emanazione di quell’amore che è l’energia creatrice, la matrice, di questo universo e mondo in cui siamo incarnati.

A cura di AryDevî

felicitasmundi@protonmail.com

L’anno del Mago: dal salto di fede alla stanza del tesoro – Tarocchi e Luna Piena

Delle 101 storie zen me ne ha colpita una che cita “aprite la stanza del tesoro e usate quei tesori!”
Trovo che sia la frase migliore per introdurre il 2023, l’anno del Bagatto o del Mago.
Nel corso del 2020 e 2021 abbiamo avuto un processo di catarsi molto forte. Ogni persona, in base alle proprie conoscenze ha avuto modo di vivere tale procedimento, accorgendosi che non se ne poteva più di una vita robotizzata e anestetizzata nella quale le emozioni più colorite venivano represse nel disincanto.

Questo salasso è stato per tutti doloroso fino allo sbocciare del 2022, un anno all’insegna del tentativo, del ristabilire delle priorità, della riscoperta di sé in nuovi ambiti, partendo da zero, come fossimo appena nati.

È un tempo in cui si raccolgono i frutti di quel “salto di fede” e noteremo dove i semi hanno attecchito e dove no.
Prende piede una fase di gioco, nulla abbiamo quindi nulla da perdere nell’osare, adoperare tutti gli strumenti necessari per poter vedere piena la manifestazione dei nostri intenti.
Il Bagatto è un’alchimista che agisce al motto di “concentrazione senza sforzo”. Nel suo laboratorio muove gli elementi, crea e disfa in base alle proprie esigenze, conosce la reazione delle molecole e sperimenta sempre cose nuove.
La sua caratteristica si amplia su due fronti: è colui che mescolando ricava l’antidoto e il veleno, colui che fabbrica l’oro così come la moneta falsa. Starà a noi scegliere se leggerci un bluff, o creare valore autentico nonostante il sorriso sardonico.
Ciò che conta è che nel dualismo mantiene gli equilibri della lemniscata, l’infinito che non distingue l’inizio dalla fine e tutto viene rimesso in circolo, un’economia di energia che mira al raggiungimento dell’obiettivo semplicemente giocando e ridendo del risultato.

Il Bagatto – Tarocchi di Marsiglia



Il Bagatto è la carta dei tarocchi numero uno e si apre già con il trucco, una formula che per quanto sfacciata nasconde il segreto della magia, “in me mago agere”.
Se egli non avesse l’immaginazione non potrebbe collocarsi nel suo laboratorio alchemico, ne sperimentare l’ingegno. Immagina, e poi mette le sue conoscenze al servizio del disegno che fluttua nella sua testa, per far sì che diventi reale, materia, e non lesina, le prova tutte, senza sforzo.
Cominciamo l’anno del Mago con questo atteggiamento! Sicuri di ciò che abbiamo imparato, adoperando tutti gli strumenti a disposizione per muovere la magia della realizzazione. Così ritorniamo all’incentivo all’inizio del testo: Aprite la stanza del tesoro e usate quei tesori!

A cura di Francesca Shissandra

Diario di Bordo:la Rivoluzione Verde in Africa. Inizio del percorso di Daniele

La nostra intenzione è di essere il Diario di Bordo di Studenti, Viaggiatori, Volontari, Praticanti e Creativi che esplorano territori che possono concretamente ricevere beneficio dai progetti e risorse di tutti i popoli uniti in FelicitasMundi, legati all’autosufficienza alimentare ed energetica, etica dell’educazione e valorizzazione dei mestieri e saperi.
Gli Esseri Erranti diventano un ponte tra i Mondi, dove il fine principale è raggiungere il massimo potenziale delle nostre qualità, grazie all’integrazione di tradizione ed innovazione.



Il primo narratore del proprio viaggio è Daniele, pronto per la partenza in Senegal.

Lo abbiamo incontrato nell’Istituto Lama Tzong Khapa, centro legato al Buddismo Tibetano della tradizione Mahayana, fondato da Lama Yeshe e Lama Zopa.
Ci ha donato un suo disegno, diventato copertina del nostro canale Come Natura Crea FM.



Qui il suo sogno…

Titolo:
La Rivoluzione Verde

In questi decenni l’umanità sta affrontando una serie di problemi e priorità che riguardano tutti indistintamente:primo tra tutti il riscaldamento climatico e poi la povertà,in particolare riguardante molti Stati Africani. A questi due problemi si potrebbero porre una soluzione unica che riguarda appunto l’Africa e riguarda un movimento “Rivoluzionario” africano. L’africa infatti non avendo sviluppato un sistema sociale radicato possiede molte potenzialità inespresse e quindi può essere il traino in questa Rivoluzione Verde. Questa Rivoluzione così come tutte quelle precedenti andrà a toccare e modificare ogni aspetto della società: dall’agricoltura all’industria, dall’istruzione alla sanità,dalle case alle città, dai mezzi di trasporto all’energia ed infine dall’economia alla democrazia. Abbiamo davvero bisogno in questo momento storico di un’inversione di marcia perché l’uomo spinto dal suo egoismo sta seguendo una strada che se continuerà a percorrere sarà la causa della sua autodistruzione

Per velocizzare la connessione coi popoli africani, unirti al viaggio o supportarci nei progetti di beneficio agli esseri, puoi scrivere su felicitasmundi@protonmail.com

Cerimonia del Temazcal in Sardegna. Domenica 8 gennaio

Temazcal
Tetl = Pietra
Maztli = Caldo
Calli = casa

Ossia: Casa delle pietre roventi. il ventre della madre terra. È una struttura circolare fatta di laterizi e fango o legno coperta da materiali naturali come lana o cotone. La memoria ancestrale delle pietre che arrivano dal centro della terra al rosso vivo con l’acqua vaporizzata infusa con erbe medicinali ci riporta alle origini della creazione.


Un rituale prehispánico , la cosmovisione ancestrale che lega l’uomo allo spirito prima che al corpo .
Dai documenti e reperti rinvenuti si pensa che questa forma di cura abbia un migliaio di anni . Strutture usate per questo scopo sono state rinvenute nel sud del Messico , territori abitati dagli Olmechi, Toltechi, Aztechi, Maya. Il Temazcal è un punto nell’universo dove i 4 elementi si incontrano contemporaneamente fuori dal tempo e dallo spazio. In questa visione che i nativi Amerindi avevano la affiancavano alle cure fitoterapiche , dove il ventre della madre terra generava la vita attraverso il fuoco con l’acqua vitale nella terra col soffio divino dell’aria ( del grande spirito ). Così come il ventre di nostra madre , buio caldo e umido è dove si genera la vita, una piccola morte per lo spazio buio molto caldo e angusto che mette alla prova tutti i sensi ma che ci riporta all’uscita come a una nuova rinascita .
Questo rituale venne proibito con l’arrivo dei cristiani , la loro mentalità ottusa , frustrata e bigotta ignorava l’importanza di questa usanza di purificarsi completamente nudi all’interno della capanna pensando che fossero luoghi di orge e prostituzione. Il Temazcal per questo motivo ha perduto gran parte del suo uso in molti stati del Messico ma riportato alla luce da Francisco Jimenez ai primi del 900 anche se i nativi del Nord America non lo mandarono mai in disuso.
Il Temazcal dei nostri giorni è stato inserito anche nelle SPA rendendolo più commerciale ma non meno efficace.
Il rituale antico comprende molti passaggi , dalla fumigazione dell’aura con il copale all’offerta del tabacco al fuoco , i canti all’interno con tamburo e sonagli. Inoltre è un momento di unione delle comunità per discutere di qualsiasi cosa , dai problemi familiari o economici di amore o altro , dove si ride e si piange, come un cerchio tribale di espressione sociale. In alcune comunità ancora si partorisce all’interno della capanna per non creare un forte shock al neonato , ma accogliendolo in un luogo simile al posto da cui arriva.
I benefici medico scientifici sono stati sempre documentati nel corso degli anni tanto da creare una divisione per chi può e chi non può entrare nel Temazcal . I romani già conoscevano i benefici del bagno turco , il Temazcal però non è un semplice bagno di sudore ma qualcosa di più profondo che arriva nel nostro intimo che questo grande medico che è il creato ci ha lasciato in eredità.
Simplicio D.
Águila de luz

Per prenotazioni

338-9525919

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Il Sapere, Patrimonio dell’Umanità. Con Graziano Naressi, Gelso e Marco Caddeo

Con FelicitasMundi nutriamo la nobile intenzione di raccontare un’Umanità più vicina al più bel sogno collettivo, quello che quando ti svegli ti metti subito in azione per vederlo realizzato.

In questi tempi si danno tanti nomi al momento che attraversiamo, Noi tendiamo a concentrarci sull’aspetto pragmatico.
Era giunto il momento che i Meritevoli si rimboccassero le maniche e facessero vedere quanto sia semplice trovare soluzioni pratiche alle difficoltà quotidiane e materiali, così facendo tanti esseri hanno fatto tesoro di quei saperi.


Riappropriarsi dei saperi è la via verso l’autoproduzione alimentare ed energetica.
Con questo spazio ascoltiamo e facciamo conoscere ed incontrare alla nostra gente il Portale del Sapere e del saper Fare, ideato da Graziano Naressi.

Opera di Patrizia Leonora



Nella prima puntata Graziano ci racconta dei suoi progetti Open Source partiti dall’Africa, l’obbiettivo di creare gruppi operativi e funzionanti in ogni provincia italiana organizzati in laboratori/officine che partono da progetti di box solare, stufa pirolitica e la produzione di macchine ed attrezzature (mobili, elettrodomestici)

Puntata1

Graziano è in tour per l’Italia per restituire valore e dignità al lavoro manuale, da maggio partono le formazioni per imparare il disegno tecnico e divenire progettisti.

Come interagire con FelicitasMundi


Il nostro progetto parte dalla creazione di un Istituto che unisca risorse, luoghi rigenerativi, prodotti etici, insegnamenti e idee creative e funzionali per il beneficio degli esseri e che diviene centro operativo dei luoghi e cerchi di fratelli e sorelle attivati nel territorio italiano.

Il tutto reso fruibile virtualmente attraverso il nostro sito beta e il nostro canale Come natura Crea FM, in attesa del Browser in via di sviluppo.

1. Possiamo generare uno spazio dedicato a Graziano Naressi, seguendo la comunicazione di tutte le formazioni, i libri ed i progetti Open source legati al Portale del sapere.

2. Condividere i nostri luoghi di ospitalità e rigenerazione per insegnamenti e incontri che abbiamo fine comunitario e di recupero fondi.

3. I nostri creativi sono a disposizione per sviluppare la comunicazione audio visiva dei prodotti alimentari ed energetici.

4. Distribuzione di prodotti alimentari ed energetici all’interno dei nostri incontri(Camp e cerchi programmati in Italia) e nei nostri circuiti nazionali ed esteri.

I nostri momenti conviviali si organizzano in:

I cerchi, attivati in tutto il territorio Italiano, con lo scopo di essere di supporto ai processi interiori, rafforzare le relazioni umane e coordinare i lavori del gruppo.

I Camp, più giornate di rigenerazione, arte terapia, attività di formazione legate al tramando e trasformazione erbe spontanee, detox alimentare e conoscenza di realtà virtuose dei territori.

In questo modo potremo ampliare la quantità e qualità di viaggiatori, studenti, volontari, creativi e praticanti, che potranno essere ospitati nei nostri luoghi, ricevere insegnamenti e partecipare alle attività di divulgazione, archiviazione e coordinamento che proponiamo con FelicitasMundi.

Come Natura Crea FM è la nostra stazione video e radio redatta dai creativi di FelicitasMundi

A cura di Gabriele

Per entrare in contatto con il gruppo operativo

felicitasmundi@protonmail.com

Quello che ci ferma minaccia la nostra stabilità – Tarocchi e Luna Nuova

È l’ultima Luna Nuova dell’anno e chiediamo il conto. Esattamente come stessimo al ristorante e ci trovassimo in chiusura: tovaglia macchiata dal vino, tovaglioli sgualciti, qualche piatto con pochi scarti rimasti, bicchieri vuoti o lasciati lì.
In un’immagine solitaria possiamo guardare quanta abbondanza, cosa ci ha soddisfatto, cosa no. Tra le risate e gli sbalzi d’umore deliranti, alla fine “scusi, mi porti il conto per favore?”.

Del tempo di qualità, o di molto così buttato da non ricordare neppure il dettaglio, se non il sapore di quella portata che alla fine era evitabile, ed ha riempito lo spazio nel nostro stomaco levandolo a qualcosa di più buono. Sazi? Forse pieni e per certi versi non soddisfatti, ma ne sono sicura che fra tante portate ne è arrivata una squisita che valeva l’attesa.
Ci rendiamo conto che ci sono dei punti da perfezionare nelle nostre scelte, che ci siamo lasciati limitare o condizionare da qualcosa di superato. Temporeggiamo nel passato, intrappolati nella condizione dei “se” e dei “ma”, ubriacati dal credere che le cose “dovevano andare così”.
Il meccanismo di stagnazione è una delle sfumature della malinconia dei rituali giorni festivi. Tra la mancanza di una persona e il senso di colpa la Luna Nera accoglie, come una madre che conserva il segreto di un figlio, nel silenzio e nell’ombra tutti quegli ologrammi che si fanno vividi nel nostro presente.

Ingranaggi orologio



È il tenere un piede indietro che ci trattiene in quel passo in avanti. Con la Ruota della Fortuna ci portiamo in un sali e scendi di riflessioni che ci fa comprendere come l’orbitare intorno a ciò che non ha più nulla da offrirci, con la scusa di voler recuperare o meglio, ricavarne ancora qualcosa, sia una tattica dell’orgoglio che non tollera “l’aver perso tempo”, perso solo quando non impariamo la lezione.
La dinamicità e il movimento fanno ripartire la giostra e tirare avanti quel piede significa il considerare la permanenza di un passato eterno e, in contemporanea, la prospettiva di validare il nostro futuro in una direzione stabile.
Eros e Thanatos sono due forze uguali ed opposte che mantengono viva la giostra, e demonizzarne una a vantaggio dell’altra significa bloccare l’ingranaggio.

A lezione appresa non si può sostare a lungo sulle macerie di ciò che non c’è più. Recuperare i pezzi buoni e ripartire da lì, considerare una selezione in base al nostro stato d’animo nel rievocare una memoria, chiedersi quale sia il modo migliore per poter respirare il domani.
Attenzione, poiché una domanda può essere un buon alibi per ritornare a stagnare, la soluzione è mettersi subito all’opera, creare un nuovo obiettivo ed essere aperti e pronti a giocare per affrontare le sfide che saranno proposte in futuro.
La stabilità non è stare fermi, ma un costante saper tenere l’equilibrio, lo stesso gesto quotidiano del camminare richiede di perdere l’equilibrio per qualche frazione di secondo.
Sciogliamo questo laccio soffocante e conserviamo i doni preziosi che ci sono stati offerti per dare la carica al carillon che porterà nuova musica alla nostra vita.

A cura di Francesca Shissandra

Messaggio e messaggero: angeli travestiti da mortali – Tarocchi e Luna Piena

Alcuni messaggi arrivano a noi, dopo aver superato onde impetuose, tempeste, navi che risvegliano i fondali. Alcuni messaggi portano con sé la memoria di un abisso…
Riceverlo talvolta è più simile a doversi scansare una molotov poiché non siamo più capaci di distinguere una bomba da una comunicazione che giunge dal mare. Spesso accade di entrare in contrasto con ciò che ci viene detto, dato anche dal giudizio, zoccolo duro da debellare, incastrato nella modalità “on” quando siamo in ascolto.

Quando ci approcciamo a chi è di fronte a noi non possiamo fare a meno di accendere tutte le nostre antenne, punti di riferimento saldamente costruiti nel nostro percorso di vita. Queste ci fanno riconoscere un oggetto in base a quella che è la nostra esperienza di quell’oggetto e, perdonate il gioco di parole, ma è estremamente soggettivo.
È un modo per entrare in contatto, ma nella maggior parte dei casi è un’illusione che ci impedisce di vedere bene chi si ha di fronte mettendoci un velo, un filtro.

Se a volte è utile, poiché si suppone che le persone che incontriamo vibrino alla nostra frequenza anche solo per un istante, in momenti diversi è indispensabile fare uno sforzo, talvolta un grande salto di maturità. Imprimiamo nella nostra comunicazione il Caduceo, bastone di Mercurio, simbolo di sapienza e immortalità, poiché le parole non è vero che volano via, bensì intagliano delle strade nella nostra mente e nel nostro cuore. Per questo è fondamentale rivolgersi alla sapienza per rendere consapevole tanto ciò che esce dalla nostra bocca, quanto ciò che entra nelle nostre orecchie.
Fermarsi, ascoltare bene, distinguere il messaggio dal messaggero, superando la barriera di pregiudizi perchè, come canta Umberto Tozzi, “gli altri siamo noi”.

Da questo punto di osservazione ci ritroveremo a trattare l’altro come noi stessi, e qui si innesca il meccanismo della prossima lezione da imparare: come ci trattiamo noi? Quanto siamo severi o compassionevoli nei nostri riguardi? È proprio necessario sparare il messaggero e bruciare all’istante il messaggio che ha da rivolgerci?

Tarocchi Rider Waite: cavaliere di coppe, la Temperanza, regina di coppe.


Con la Temperanza abbiamo non solo il sagittario, ma anche la riconnessione, la comunicazione che torna a fluire e che in questo travaso evidenzia la propria individualità che scorre da una coppa all’altra attraverso l’acqua, il simbolo del legame per eccellenza. Guarire i nostri pensieri significa avere una comunicazione sana, e la caparbietà e tempra che ci rende fiduciosi che non una sola goccia di questo fiume va perduta.
Se in questo momento storico la comunicazione rischia di diventare sempre più complicata, sarebbe importante svuotarsi, accogliere la buona novella così come le parole scomode che ci fanno sobbalzare sulla sedia in un impeto di difesa e di orgoglio.

Questa Luna Piena illumina sia il messaggio che il messaggero, non sorprendiamoci se non arriva una figura come l’Arcangelo Gabriele, possiamo essere noi in grado di scorgerlo, travestito da qualcuno a cui non daremmo il minimo di credibilità, ma le comunicazioni arrivano in modi inaspettati. Del resto prosegue Tozzi “Ci somigliano, angeli avvoltoi, come specchi gli occhi nei volti, perché gli altri siamo noi” e ancora “Ci sorridono di malinconia e tutti vittime e carnefici, tanto prima o poi gli altri siamo noi”.
Sperimentiamo questa natura soave, meravigliamocene e trasmutiamo alchemicamente il messaggio, lasciamo che sia la nostra anima a scegliere, non la nostra testa.

A cura di Francesca Shissandra

Pecora nera, brutto anatroccolo, cigno nero: Luna Nuova e Tarocchi

“La nostra unicità è il dono più prezioso che abbiamo” dice Craig Warwick, è così che introduciamo questa Luna Nuova.
Nel corso delle epoche siamo stati abituati a considerare la diversità come un problema, un ostacolo; fuori dalle righe potrebbe rompere uno schema sociale, creare imbarazzo, determinare dissensi.

Eppure nonostante questo c’è chi ha visto delle opportunità nelle note di colore fuori dai contorni, al punto da far leva sull’autostima con un luogo comune, o una fiaba di Andersen.
Il caso della pecora nera è diventato un’immortale modalità popolare per definire una personalità stravagante, o forse meglio dire stravolgente!
Nella maggior parte dei casi le pecore nere vengono escluse e allontanate da quelle bianche, eppure sono così rare che alcune volte nelle filiere si è fatto vanto di questa unicità, complice di ciò anche il cervello fino del pastore.

Andersen ha riportato la discriminazione su racconto, una fiaba per bambini che fa sognare ancora anche gli adulti. Un punto di riferimento per chi sa che, infondo, forse è finito solo nel nido sbagliato, e che ci sono luoghi più adatti nei quali ritrovarsi, e nuclei adeguati per riscoprire sé stessi.

Nella Luna Nuova di novembre possiamo spogliarci da qualsiasi vestito troppo stretto e riscoprirci cigni neri. Nassim Taleb definisce “cigno nero” tutto ciò che sballa le statistiche, il dato imprevedibile anche agli esperti, il “fuori controllo”.
Ogni pecora nera che abbia rifiutato il suo colore, ogni brutto anatroccolo che è fuggito senza riconoscere la propria bellezza, ha determinato dei cigni neri mancati, coloro che, sovversivi, sono stati messi sul muto a furia di colpi all’autostima.

Tarocchi di Marsiglia: quattro di coppe, la Torre, asso di bastoni.



Prima o poi la propria natura sentirà l’esigenza viva di uscire fuori: con la Torre possiamo partecipare alla distruzione di schemi nocivi, a quella babele di tossicità che ci teneva imprigionati dietro le sbarre della convinzione, un condizionamento costruito sulla base di un immaginario, come un disegno che mai vide la sua progettazione con una matita sul foglio; abbiamo creduto a una torre di illusioni.
Con quel fulmine viene spazzato via tutto ciò e lo zoo degli esclusi, tenuti alla larga per via di visioni rivoluzionarie, inizierà a porre le basi per forti cambiamenti, prima in sé stessi e poi, ad effetto domino, su tutti quanti.

Quel che nel silenzio e buio di una luna nera può emergere, sono i primi adrenalinici passi di chi in un bosco scuro si sta preparando all’alba. Qualora dovessimo titubare, lascio scritta una frase di Bert Hellinger, perché ci si ricordi che vivere il proprio ruolo è il massimo impegno e rispetto per sé e per il proprio sistema: meno timori, più coraggio.
Smetti di dubitare e prenditi cura della tua rarità come il fiore più prezioso del tuo albero.
Sei il sogno realizzato di tutti i tuoi antenati”.

A cura di Francesca Shissandra

Cosa amiamo della Nostra Vita _ Opera d’insieme della Tribù

Cosa sta succedendo nel mondo?

Dona Nobis Pacem

Sta nascendo una nuova terra, c’è un grande utero universale che è come squarciato in due, sta soffrendo, che sta spingendo con tutto se stesso, sta tirando fuori da sè altro, che si preoccupa del risultato, c’è un cielo, sotto il quale, ci siamo noi che partecipiamo, che sentiamo unione, forza nella partecipazione.

Le parole di Ros


Oggi è il 63esimo giorno di rivolte, in 193 città di 31 regioni dell’Iran si sono create unità di Resistenza, i sistemi con i quali si protesta sono del tutto nuovi eppure fortemente connessi, nonostante la rete internet funziona a tratti, nonostante la repressione, si continua a seguire un filo comune , si cantano, si gridano gli stessi slogan anche se è venerdì, giorno santo, si spara.

E’ internet che dà forza alle mobilitazioni? no, è un’urgenza che coinvolge tutti, bambini, giovani, universitari, operai. Le donne sono le vere leader e sono a capo delle proteste, gli uomini sono al fianco e per la prima volta si sente un cambio culturale , un cambio di mentalità e questo fa presagire che ci sarà un cambio di regime.

Si vede questo cordone protettivo al lato della strada, il maschile che prende posizione, che si pianta, che dichiara, che si schiera, che patisce, che tenta di far confluire questo fiume immenso femminile, fluido chiaro, che chiede liberazione dal vecchio, come quando scorre l’endometrio fuori di noi donne, ci sentiamo morire e sentiamo che è necessario per la rigenerazione del nostro intero organismo, anche se tutto è in subbuglio, come quando abbiamo bisogno di stare avvolte dentro ad un pensiero per non perderlo, per focalizzarci , per darci un verso, per direzionare un intento, per darci un senso di una missione più alta, perchè non è togliendo il velo dai nostri occhi , non è questo ciò che chiedono, è l’attenzione, è la presa in considerazione, la cura, la voce che emerge, dagli inferi?

Ad alcuni prigionieri non sono permesse cure mediche, ci permettiamo allora di chiedere cura mediatica alternativa, il petto si allarga, le respirazioni diventano circolari, ventri si sgonfiano, di diaframma che si sbloccano, la pace arriva dentro prima di tutto.

Ci sono 20 mila arrestati, in questo momento, ci sono bambini che si ritrovano in strada, che guardano le proteste della finestra della scuola, che si accalcano, che scendono finalmente, per dire abbasso al regime.

Non vogliamo ingerenze di nessun tipo, chiediamo solidarietà, essere attivisti ora significa dare una testimonianza che possa essere quotidiana, sentita, che possa ispirare gli altri, sentirli nella loro interezza, attivare un ascolto profondo, un’osservazione autentica della realtà, la storia ci insegna che possiamo aprire sempre uno spiraglio di luce, di conoscenza, di vita, oggi è il 63esimo giorno di protesta, è venerdì. Samirà, studentessa iraniana.

Le parole di Roberta

Una giornata di novembre, il cielo è attraversato da strisce ma anche da da nuvole che si aggregano e cambiano forma, il mare canta un canto antico. Cerco silenzio, cerco pace , cerco me. Un maestro mi accompagna in questi giorni, i suoi testi nello zaino, guardare il suo volto e lascia affiorare calde lacrime…mi dice” Medita: vedo con gli occhi di tutti. Lavoro con tutte le mani,
cammino con tutti i piedi,
tutti i corpi bruni, Bianchi, olivastri, gialli, rossi e neri sono miei.
Sono l’eterna risata.
I miei sorrisi danzano in tutti i volti. Sono l’onda di entusiasmo di tutti i cuori. Sono il vento della saggezza che asciuga i sospiri ed i dolori di tutta l’umanità. Sono la gioia silenziosa della vita che pervade tutti gli esseri.” Siamo cristalli che riflettono mi dico. Ho scelto di nascere in una famiglia cattolica, cerco da sempre il contatto con l’eterno, con l’Altissimo. Ho fatto esperienze con altre culture alla ricerca del non manifesto ed ora da ovunque il messaggio che arriva è Prega. Prega con fede, con attenzione, con costanza, di giorno e di notte, non come una mendicante ma come Sua figlia. Dietro la nostra volontà c’è la grande Volontà Divina.  Pensando alle sorelle, madri , figlie, bambine che non si arrendono neanche quando la paura le assale , mi unisco a loro in preghiera.

Tarocchi tra le Lune: Quando siamo scesi dagli spalti per schierarci dalla parte del toro

Questa Luna piena potrebbe avere un grande impatto per la nostra consapevolezza.

È un momento in cui il boato sugli spalti si affievolisce e la visuale si stringe, concentrandosi solo sul gioco.

Volendo per qualche minuto accostare la porta all’immaginario sociale e all’ideologia più varia, osserveremo la corrida nel suo aspetto metaforico.

Si, perché se tutt’intorno ognuno dice la sua, si dà il via alle scommesse e ci si entusiasma o disgusta in base ai personali gusti, nell’arena cala il silenzio e non c’è nulla che accada fuori, poiché la partita è dentro.

Se distinguiamo la figura del torero come razionale, strategica, ingannevole e sadica, stiamo ben osservando quale sia la chiave perversa per aprire la porta di un’illusione.

Se il toro è l’emblema di forza, stabilità, potenza e quanto più di emotivamente agitato, abbiamo un interlocutore opposto al precedente.

Se il mantello rosso rappresenta tutto ciò che il luogo comune ammette su un colore, amore, passione, rabbia, bruciore, allora possiamo immaginare cosa ci sia di mezzo tra un torero e un toro, due opposti uniti da un solo colore.

Per il primo sarà uno strumento, per il secondo un tormento.

Foto di Francesca Shissandra – Visconti Tarots – cinque di bastoni, l’Imperatore, quattro di denari

Nel caos smodato di un’arena, tra chi grida giudicante e chi chiede un bis, si svolge una scena costante già presente nella singolarità di ciascuno.

Scendiamo dagli spalti e chiediamo pietà per il toro, ma dall’altra parte c’è un uomo che ha parzialmente dimenticato la sua umanità, credendo di averla svenduta a vantaggio di tutte quelle emozioni che lo hanno infiammato.

Con questa Luna Piena è richiesta una breve tregua che può cambiare tutto.

L’affinità del contrasto su questo terriccio bagnato di sudore può non essere più un campo di scontro, ma una danza.

L’Arcano dell’Imperatore rappresenta in un’unica sagoma toro e torero.

Quello che non osserviamo spesso è la complicità che si instaura tra i due, sapendo che ne uscirà vivo solo uno.

Con l’Imperatore invece abbiamo l’esponente della potenza, di chi nel silenzio costruisce, autorità per sé e per gli altri, in una garanzia di ordine nell’educazione emotiva da fare emergere il loro massimo potenziale poiché l’Imperatore non è affatto un uomo di ghiaccio.

È un buon momento per passare alla ribalta, che la cooperazione possa sperimentarsi in emozioni mature e una mente al servizio del cuore.

A cura di Francesca Shissandra