Angelina e Andronika, le sorelle Arianiti

In questa puntata conosciamo Andronika Marina Arianiti, attraverso gli studiosi che ne hanno risaltato la figura e di come il suo matrimonio con Skanderberg influenza il destino di una delle sue sorelle, Angelina.

Donika Arianiti
Sant’Angelina
Stephen e Angelina
Le sorelle Arianiti
Icona ortodossa di Sant’Angelina
I miracoli in morte di Angelina
Riferimenti storici
Donald M. Nicol, The Byzantine Lady, 1250-1500
C. Hurst, Elsie Robert, A dictionary of Albanian religion, mythology and folk culture p.9, p.14
Daniel Benito Goerlich, Università degli Studi di Valencia
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Quando abbiamo deciso che di alcune cose si poteva fare a meno

È stato quello il momento in cui abbiamo creato confusione.
Quando è stato levato tutto, siamo stati messi di fronte a una cernita: cosa dentro, cosa fuori.
In quel preciso momento si è delineato chi siamo, cosa teniamo e a cosa siamo disposti a rinunciare.

L’attenzione in questa Luna Nera, va a tutti quei silenzi che hanno determinato delle posizioni spontanee, azioni che ci stiamo portando dietro.
Se alcuni silenzi possono essere saggi, talvolta altri hanno creato il terreno fertile per un’insidia.

La voce, comunicazione dell’Anima, è da lì che tutto inizia a formarsi.
Quando un pensiero si trasforma in parola, in Verbo, la sua frequenza inizia a vibrare nell’aria fino a quando non si inizia a vedere il primo germe della Creazione. Difatti, “in principio era il Verbo” e il silenzio non crea, piuttosto delega un risultato senza indirizzo.


“Noi fuori da questo mondo, siamo stati sfrattati” cantano i Pink Floyd in Dark side of the Moon.
Ma la caparbietà di volersi rialzare nonostante il buio incalzante, crea una magia sottesa che si rivela qualche capoverso dopo “ti aspetterò, sul lato oscuro della Luna, e se ti capita di arrivare prima di me, lascia un messaggio nella polvere solo per me”.

La confusione della Luna Nera ha due aspetti; se nel primo caso ci si sente sperduti senza un luminoso riferimento notturno, avvolti da inspiegabili silenzi, dall’altra quel silenzio che grida dentro trova la forza per farsi notare, la telepatia spacca quella bolla, e la nostra certezza è tutta in quel contatto delicato, di sapere che ovunque siamo collegati.



La musica è stata la prima ad essere spenta quando si è deciso di sperderci. Ed è stata l’ultima a tornare quando ormai si pensava avesse perso forza.
In troppi non si sono accorti di cosa sia successo, come lesionare le corde di un contrabasso. Infatti per molti versi è così, alcuni adesso ne possono fare a meno, ma tutti sappiamo che importanza abbia il suono per noi esseri viventi e cosa abbiamo accettato che ci venisse sottratto.
Quando hanno chiuso la radio, l’arena e il teatro, lì qualcuno ha spinto, su quella Luna Nera, affinché qualcosa non andasse perduto.

A cosa si è rinunciato per troppo tempo?
E quanto questo ci ha fatto male?

A cura di Francesca Shissandra

Il ritorno del re

Buon pomeriggio cari audioascoltatori, in questa puntata il nostro Giorgio deve rinconquistare la fiducia dei principi albanesi. Molti principi infatti non riconoscono la sua autorità anzi sospettano di lui, interviene il comandante Arianiti e la fiducia e l’amore di Donika.

Dipinto di Scanderberg 720×483 (dal web)

The Great Warrior Skanderbeg (1953)

Scanderbeg e i principi albanesi
Felicitas
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Ildegarda Di Bingen. Sull’Audace Universalità

E vidi come nel centro dell’aria australe un’immagine nel mistero di Dio bella e mirabile, di forma simile a quella umana, il cui volto era così bello e splendente, che è più facile fissare il sole che non quel volto … Così parlò l’immagine, che comprendiamo essere l’amore, che rivela il suo nome come vita di fuoco della sostanza divina…”

Visione di Ildegarda
Spartito canti di Ildegarda, concesso da Kerstin Sorge

Alberta Manni e Michaela Marini ci aprono le porte ad una visione d’insieme che tesse i fili dell’invisibile, i tempi straordinari in cui ci troviamo tendono come un arco verso la precisa meta del recuperare il senso spirituale che agisce sulla materia, trasmutandola nella volontà del Piano Divino, la Sua Volontà.

Durante l’intervista appassionata, ad alta voce , fuori dagli schemi, si parla della Magistra, della Mater Ildegarda.
Ciò che emerge è l’amore per Colei che ha curato, onorato ed amato la sua esistenza come se fosse pianta, minerale, poesia ancestrale, canto angelico, gorgoglio del ruscello.

Ildegarda osserva, si Conosce tramite la Luce Vivente e della Luce vivente è tuba profetica.

Dell’artista Stefano Manni

Durante la diretta, che potrete riascoltare premendo sul tasto play sopra questo testo, andata in onda sul nostro canale Come Natura Crea FM, abbiamo dato valore al Convegno Interconnessioni Sinodalità e Sinfonalità organizzato da Alberta e Micaela e che risponde all’esigenza di riportare alla luce e ritrovare nel mondo attuale, gli insegnamenti, l’esempio di questa Magistra.

Il convegno si svolgerà 16-17-18 Settembre 2022 a Fabriano ( Ancona)

È intervenuta alla diretta la Sibilla delle Erbe, Maria Sonia Baldoni, ideatrice della modalità Casa delle Erbe; Sarà presente il 17 mattina con il riconoscimento delle erbe spontanee.

Calendario eventi


Ogni attività sarà aperta a tutti come un dono, per questo abbiamo bisogno di TE, del contributo piccolo o grande di te che credi nella forza della cultura, della bellezza, della natura e del canto libero. GRAZIE anche da parte di Ildegarda 😉 #crowdfunding Sostieni ILDEGARDA ad ALTA VOCE Interconnessioni-Sinodalità-Sinfonialità 16-17-18 Sett 2022 Fabriano (An) tramite @betapdb https://sostieni.link/31787

a casa di Alberta Manni
La lavanda è calda e secca, perchè contiene poco succo
“L’uomo infestato dai pidocchi o peduncoli (virus) respiri spesso la lavanda e i pidocchi moriranno. E il suo odore rende chiari gli occhi, la lavanda, infatti ha la forza degli odori più potenti e l’utilità di quelli più amari. Ricetta di Ildegarda
Ritrova la tua materialità

Note

Il brano ad inizio articolo è: o Frondens Virga di Ildegarda

La copertina è di Stefano Manni

Intervista e articolo a cura di Ros e Gabriele

Movimento Universale del Dono



La coscienza e l’economia del dono si stanno risvegliando, dalla terra e per la terra. L’energia della nuova era, che connette e libera i cuori, è di nuovo tra noi, completando una sfera temporale ciclica di millenni.



L’economia del dono è molto antica, viene dalle pacifiche società matrifocali pre-patriarcali, paleolitiche e neolitiche. Si sta risvegliando nelle memorie di migliaia di anime in tutto il pianeta; anime che non si conoscono, distanti migliaia di chilometri tra loro, affermano gli stessi principi, riportando in vita la sacralità del dono.

Al di la di del denaro, dell’idea stessa di commercio, di possesso e di ogni forma di separazione tra anime c’è il dono, sacro principio divino originale, autentico ed universale. La vita è un dono, la natura è un dono, il latte che la madre dona alla sua creatura è un dono, tutto in natura si muove per e grazie al dono divino della vita ed al suo invisibile ed inarrestabile flusso.



Riconnetterci a tale flusso, alla sacralità dell’esistenza, ricordandoci che siamo anime infinite prima che corpi, ci aiuta a comprendere che ciò che siamo, ed anche ciò che facciamo, ha valore infinito e non quantificabile né misurabile. Allora possiamo risvegliarci e divenire coscienti che tutto ciò che abbiamo dato per scontato e reale fino ad oggi, tutte le convenzioni e strutture sociali, dall’esistenza degli stati, al denaro, ai tribunali, e cosi via, non sono altro che una grande matrix, una grande finzione che ingabbia i nostri cuori, il nostro essere, il nostro pensiero, i nostri talenti, i doni che siamo venuti qui a portare alla collettività ed il nostro stesso amore. Non abbiamo più bisogno di questi finti miti, non ci appartengono più. Possiamo affermarci ora per ciò che siamo veramente: una grande famiglia universale di anime, venuta per creare un mondo di amore basato sulla gioia e sulla condivisione.

Ognuno di noi può dar vita a questo mondo iniziando a donare i propri talenti e le proprie capacità alla collettività in maniera libera, incondizionata e regolata unicamente dal sentire il flusso della vita, che scorre in ognuno di noi e ci guida con massima saggezza e amore. Impariamo ad ascoltare questo flusso, impariamo ad amare, impariamo a donare. Come fa il sole, come fa la terra, come fa la vita.


Comunità e realtà che partecipano al Movimento:

Comunità del Futuro https://t.me/comunitadelfuturo

La Scuola delle Donne® https://t.me/lascuoladelledonne

Donare Italia https://t.me/donare_italia

DevanaVision https://devanavision.it/

FelicitasMundi


Fare Comunità

Sul canale Come Natura Crea FM proponiamo una serie di puntate in cui valorizziamo quelle comunità, famiglie d’anima, case delle erbe, buoni esempi e formatori che risuonano alla visione del nuovo paradigma.

Puntata 1

Hanno partecipato Comunità del Futuro, Gaia_terra di mezzo in divenire, comunità etica e Riso Campania.

Incontreremo queste realtà il sabato e domenica, 23_ 24 luglio a Villa Literno(Caserta) tra i vigneti antichi di Raffaele.

Ore 10 con la via del cerchio potremo conoscerci e condividere la visione, i nostri doni e il nostro fare

Ore 13 pranzo condiviso e conoscenza dei prodotti del custode del luogo “GaiaFelix”

Ore 15 cerchio di programmazione delle attività produttive creative e di formazione nel territorio campano
(Si potrà donare musica e pratiche energetiche)

Limite di posti 30 persone, è necessaria la prenotazione!
Contributo di 10euro per copertura costi trasporti e upload del nostro sito condiviso

Dopo la tribù si sposterà verso il Lazio per proseguire nello stringere nuovi nodi e collaborazioni.


Le foto provengono dal Festival del Dono
La foto di “Fare Comunità” è dal ritiro in Sardegna con Winki e la tribù, a Siuidaia

Settimana dei raccoglitori! Ecco il programma dal 22 al 31 luglio

È tutto pronto per la settimana dei raccoglitori che si svolgerà a Monte Santa Maria Tiberina, Città di Castello. Un mix di esperienze che dal 22 al 31 luglio avvolgeranno i partecipanti in un turbinio di conoscenza.

Attraverso la partecipazione degli ospiti che da molto tempo portano avanti questa missione, sarà possibile integrare molti modi nuovi per entrare sempre più in contatto con ciò che ci circonda, lasciando che questi canali arpeggino le corde della nostra Anima.

Ecco il programma da vivere nei prossimi giorni!

22 luglio: Dionisia Cudalb con “Alchimia attraverso il canto” ci accompagnerà in un viaggio sonoro invitandoci alla presenza e al fluire.
Il 22 luglio ci sarà anche la celebrazione della Maddalena al crepuscolo, per chi partecipa alla giornata vi invitiamo a portare una bacinella per bagnare i piedi.

Alchimia attraverso il canto – Dionisia Cudalb




23 Luglio: Monica Lucaci “Tra Cielo e Terra creare l’Albero della Vita”. L’arte di intessere un acchiappasogni è magia! Monica ci accompagnerà in un viaggio creativo nel colore. Prenotate il vostro posto per partecipare.
Elisa e Lucia




24 Luglio: Valentina Baldoni con “l’Erbario dell’Anima” acquarello botanico meditativo. Laboratorio pratico per mettersi in gioco con i colori connettendoci alle erbe che esploreremo. Per partecipare è necessario portare acquarelli pennello e un foglio da disegno.

Erbario dell’Anima – Valentina Baldoni




25 Luglio: Lucia Mattarocci
IL FILO DELLA MERAVIGLIA
“Chi sei tu? Disse il bruco.
Alice rispose:Io a questo punto non lo so più, o meglio, so chi ero stamattina quando mi sono alzata ma da allora credo di essere cambiata tante volte.”
Nel filo della Meraviglia troveremo uno spazio in cui intrecciare le erbe spontanee e i nostri cuori.
Da quando ti ho incontrata cara erba, son cambiata…
In questo spazio relazionale diventiamo tessitrici e tessitori creativi di poesia e cambiamento.
Useremo l’arte della tessitura e della poesia.




26 Luglio: Ida Lo Sardo condurrà “l’Albero dei Doni” esperienza pratica di costellazioni animiche. Dalle 16h ci ritroveremo in canonica a Monte Santa Maria Tiberina (PG) per risvegliare i nostri talenti.

SETTIMANA DEI RACCOGLITORI:GLI OPERATORI
27 luglio: Daniele Margiotta concerto di campane tibetane. Dopo la giornata di riconoscimento e raccolta con Maria Sonia Baldoni ci immergeremo nel suono. Per chi si ferma a dormire faremo insieme il risveglio con il qigong sulla piazza di questo meraviglioso paesino fra le colline umbre

SETTIMANA DEI RACCOGLITORI:GLI OPERATORI
28 luglio: Elisa Vermicelli cocreatrice e organizzatrice della settimana dei raccoglitori in umbria, donna che porta cura e medicina, dalle 16 alle 18 condividerà “spazi di cura”.
“Creiamo spazio dentro e lasciamo il cuore espandersi…tutto il resto viene da sé “

SETTIMANA DEI RACCOGLITORI: GLI OPERATORI
29 luglio: Moreno Pesaresi ” i raccoglitori trasformano” tecniche di trasformazione di fitocomplessi. Laboratori pratici dalle 16h prenotate il vostro posto

Per accedere allo spazio telegram delle Case delle Erbe: https://t.me/+AqilrNXa_rxjMjQ0

A cura di Francesca Shissandra

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Con il ricordo dei fiori






La primavera, anche se con temperature elevate, sicuramente non caratteristiche della stagione, ci ha accompagnato anche quest’anno nel viaggio alla ricerca di noi stessi. Sino al giorno più lungo, il solstizio. In quell’apparente fermarsi, immersi nell’azione dell’astro, si trova il tempo per rivedersi a distanza di un ciclo.
Ci voltiamo ad osservare ciò che è stato, fermandoci ciò che basta per gioire del ricordo, un intenso istante.
Mi rivedo osservare alcune delle dinamiche del mondo vegetale, insegnamenti che ispirano ad un sapere antico. Un viaggio di intuizioni, dove si fa esperienza amalgamando sogni e realtà, superando nuove frontiere e illuminando il grande racconto che è la vita.

Potrei dunque iniziare così…



C’era una volta, in una piccola sezione dell’universo, un pianeta di terra e roccia che possedeva un cuore di fuoco. Girava instancabilmente attorno a se stesso in una danza cosmica ancestrale e si faceva attraversare da vento e acqua. Amalgamando gli elementi del divino creò la vegetazione, il connubio del tutto diede origine agli animali.
Un giorno apparvero gli esseri umani. Nel creato osservarono gli animali, trovarono con essi delle similitudini, cominciarono ad imitarli.
Dopo, ebbero a vedere le piante e cominciarono l’osservazione… oppure no, ma è dell’osservazione del mondo vegetale che scriverò e vorrei fosse vissuto con lo spirito di una favola permettendomi di sondare alcuni limiti apparentemente invalicabili.
Avendo già in precedenza introdotto con l’argomento sull’impollinazione e la formazione del seme, la capacità che le piante hanno di analizzare e indurre le creature a collaborare all’opera alchemica della creazione, oggi mi sento di iniziare il racconto così:

L’agguato dalla pianta attuato nei confronti di tutte le creature viventi raggiunge il suo apice alla maturazione del frutto. Dinamiche sofisticate che presuppongono intelletto, osservazione, conoscenza e creatività di altissimo livello.
In principio è silenzio, caratteristica peculiare che la pianta palesa anche all’esterno. Una dote preziosa, un concerto energetico che porta alla mimesi di se stessa e al proprio riconoscimento energetico.
L’intento richiamato da questa potente energia è immenso, lo scopo si sublima, la volontà crea una spirale di fenomeni spettacolari come le stagioni, caratterizzate da condizioni climatiche che siamo abituati a riconoscere e ad onorare.
Un vortice di collaborazioni, fra gli elementi e i bisogni della vita, per creare la vita, il continuo ciclo di rinascita e morte apparente che mostra lucidamente la più grande verità.
Preservare la propria vita sostenendo la vita delle creature terrestri è un metodo messo a punto dalle piante per diffondersi e proliferare nel pianeta Terra, un insegnamento fondamentale per tutti gli esseri umani.
Nel momento in cui il frutto è maturo, il fiore è come un bellissimo ricordo, protetto dal tegumento del seme. Un’immagine che non vuole esser dimenticata, che torna, cresce, diventa un’ideale.
Cosa sono i ricordi? Segmenti della nostra vita, simili ai fiori delle piante. La bellezza del creato apparentemente effimera.



I ricordi. Alcuni vivono appena il tempo per potersi chiamare ricordi, altri restano lì, facilmente rievocabili, diventano storie e vengono raccontate ogni qualvolta si fanno nuove amicizie, presto o tardi doniamo questi frammenti di noi stessi.
Altri ancora sembrano vivere ogni giorno, possono perdere la loro forma e presentarsi come un fotogramma. Un solo frammento dell’immagine completa che racchiude in se l’intero evento vissuto, con energia e chiarezza tale da richiamare le emozioni vissute alla sua nascita, all’apparenza senza possibilità di manovra.
Di solito questo tipo di ricordi non sono felici e vorremmo liberarcene, eppure mostrano ogni giorno la loro forza e se li analizzassimo con discernimento, senza farci travolgere dalle emozioni, potremmo capire che l’ombra del buio è la luce.
Cosa potrebbe produrre un ricordo luminoso che irrompe in una giornata come tante? Una delle più grandi forze, la gioia.

Chissà se con il ricordo dei fiori una pianta potrebbe creare la vita?
Nel seme è la vita, il futuro, che oggi vola col vento, si lascia trasportare dalle acque di un fiume, divorare, digerire, restituire alla terra. In se nutre la volontà di diventare una pianta matura.
E se l’attitudine alla vita del seme, trovasse l’energia necessaria a poter germinare anche ad anni di distanza dal ricordo del fiore che è stato?
Noi esseri umani siamo convinti che il luogo dove risiede il pensiero e con esso anche la capacità di ricordare sia il cervello. Un organo che la pianta non espone come noi esseri umani e tutto il regno animale. Eppure le piante sono esseri cognitivi dotati di intelligenza e non esporre un organo per noi molto delicato le rende meno vulnerabili alle aggressioni e agli agenti esterni.
Con il ricordo dei fiori, certi semi, dal momento in cui giungono a maturazione, germinano appena cadono al suolo, vengono chiamati recalcitranti, come cavalli che non cedono facilmente all’addomesticamento, questi sfuggono alla morte nascendo.
Altri semi, chiamati ortodossi, quando si separano dalla pianta madre iniziano un lavoro di disidratazione, questa fase gli consente di trascorrere lunghi periodi senza germinare restando vitali, infatti il basso contenuto d’acqua permette un rallentamento del metabolismo ed aumenta la resistenza alle situazioni ambientali sfavorevoli, come il gelo, che altrimenti sarebbero dannose.

Mi piace pensare che la forza che infiamma la vita dentro il seme sia racchiusa nel ricordo del fiore, che questo crei l’equilibrio, rafforzi l’intento, come un pensiero presente non ancora affiorato alla mente, un’essenza, una potenza, una stella che aspira alla creazione.
E’ il germe che si insinua affinché ci sia ogni anno un’immagine reale e dettagliata di come e cosa sia la vita.
Una diversità di intenti che convivono in continuo mutamento, si adeguano e guariscono perché ciò che più conta è continuare ad esistere e a prosperare.

L’essere umano compare all’incirca 300000 anni fa, ma forse anche milioni di anni fa, in un pianeta che offre a lui più di quello di cui ha bisogno per adattarsi, conoscersi, riprodursi e far parte della ciclicità della vita. La natura che gli si presenta e ricca di alimenti adatti al proprio sviluppo, dalle erbe selvatiche ai frutti.

L’essere istintivo non conosce, sente ciò che è a lui favorevole, erra, cercando di sondare i propri limiti, apprende dagli errori, conta su conoscenze che risiedono in lui e da lui attinge giorno per giorno.
Oggi ci siamo allontanati molto da quegli esseri istintivi che eravamo, ci siamo affidati alle logiche della mente riempiendo il nostro tempo di obblighi, divorando tempo e restringendo possibilità.
Ci convinciamo che l’apprendimento possa avvenire in tempi sempre più ristretti, addirittura nell’arco di un giorno, che se non si apprende e perché non si è trovato il giusto insegnante. In realtà molti di noi ci inganniamo pensando d’aver bisogno di buoni insegnanti, buoni maestri, per poter capire o essere sicuri di percorrere la giusta strada.
Per conoscere e padroneggiare i concetti abbiamo bisogno di tempo e tempo per confutarne l’esattezza e prendere consapevolezza.

Ho un ricordo dentro me che vuole insegnare, di cui è impossibile ancora comprenderne il sublime ma ne intuisco la forza.


Il 12 Maggio abbiamo accolto a “Cua ‘e bentu” la sibilla delle erbe Maria Sonia Baldoni, le sue conoscenze sono la passione che ha coltivato per circa quarant’anni. I suoi occhi vedono una vita che per la maggior parte delle persone è possibile solo immaginare. La terra che ogni giorno calpestiamo ignari ci offre tutti gli alimenti di cui il nostro corpo ha bisogno per sostentarsi ma soprattutto nutrimenti che aiutano a guarire e ad equilibrare la mente. Riconoscere le varietà di erbe che ci vengono donate da Madre Natura richiede molta esperienza e spazio mentale per poter immagazzinare tutti i concetti. Una pianta generica è fondamentalmente composta da radice, fusto, foglia, fiore, infiorescenza e frutto. A seconda delle esigenze e nei giusti tempi, ognuna di queste parti può essere utilizzata dall’uomo per garantirsi la salute.
In una giornata con Maria Sonia abbiamo raccolto le erbe che lei ci presentava man mano che la seguivamo in una passeggiata all’interno di “Cua ‘e bentu”.


Rucola (Diplotaxis tenuifolia), calendula (Calendula arvensis), silene (Silene vulgaris), aglio selvatico (Allium ursinum), finocchio selvatico (Foeniculum vulgare), carota selvatica  (Daucus carota), senape bianca (Sinapis arvensis), iperico (Hypericum perforatum), avena selvatica (Avena sativa), acetosella gialla (Oxalis pes-caprae), asfodelo (Asphodelus albus), muscari (Muscari botryoides), convolvolo (Convolvulus), caccialepre (Reichardia picroides), alcune delle erbe raccolte così come volgarmente vengono chiamate, ma anche coi loro nomi scientifici, che letti con una certa enfasi sembrano portarci in quel regno di magia e incantesimi che oggi affiora sempre più spesso dalle macerie del mentale grazie al risveglio di moltissime anime.
In parte, le erbe raccolte sono state catalogate in, Erbe cotte –Misticanza, Erbe crude – Insalata, Erbe curative e Erbe non commestibili, distinguendo e applicando i vari campioni alle quattro specialità. Uno strumento, un buon metodo per iniziarsi alla conoscenza delle erbe selvatiche è proprio la creazione di un erbario. L’inizio di un percorso.
Il resto delle erbe le abbiamo mangiate, così, crude come raccolte o dopo pochi minuti in acqua bollente. Un mandala circolare con le erbe e i fiori è stato eseguito per onorare la raccolta e il luogo.
La giornata si è fatta poi sulle note della musica di Davide Casu che chitarra e voce è riuscito a creare un’intima atmosfera fra uomini e vegetazione e i mille mondi ancora invisibili hai nostri occhi ma che aspettano d’esser contemplati.


Con la percezione che un ricordo possa come in un seme, creare la vita, vi ringrazio di aver sostato anche solo per un attimo sulle sponde del mio libero pensiero e vi invito ad osservare le piante con maggior attenzione, alla ricerca del messaggio che instancabilmente cercano di comunicare, senza pregiudizi, con gli occhi del bambino custodito dentro ognuno di noi.

Un grosso ringraziamento alla sibilla delle erbe Maria Sonia Baldoni per averci onorato della sua forte presenza ed aver svelato uno dei tanti tesori che la natura ci offre incondizionatamente.
Grazie anche a Valeria, Marta, Laura e Paperino per i sorrisi, le parole e l’affetto che ci avete donato.
Grazie alla grande tribù di Felicitas Mundi e a Gabriele, l’energia che crea ponti.
Saluti da “Cua ‘e Bentu”

A cura di Alessandro, rubrica Noi e la Terra


Eventi a Cua’e Bentu


Foto prato fiorito da: http://www.paradisieparadisi.com/prodotto/prato-fiorito-9882/

Musica dell’anima: Davide Casu con Vento tra gli Olivi

Casa dell’Amicizia Pitagora

Un solo seme dentro contiene la foresta” Carlo.

Lo stile di vita pitagorica nell’intenzione di giungere alla Tribù perenne, in una terra che da deserto è divenuta bosco.

La Casa ha preso forma attraverso le conoscenze dei popoli nativi, dalle esperienze di creazione di comunità e la fermezza delle parole Amore e Determinazione.


Per migliorare se stessi e migliorare ciò che vive attorno, è necessario un processo di auto osservazione che prevede un percorso esperienziale, filosofico e psicologico.

Luogo: Calabria, casa delle erbe

Custode e formatore: Carlo

Formazione e strumenti

Temazcal
Musica
Esperienze in natura
Meditazione in movimento
Lavoro del gruppo per velocizzare i processi di crescita


Carlo ha costruito la casa con materiali naturali secondo i dettami della geometria sacra.
Polistrumentista, compositore ed autore musicale, insegna canto armonico, chitarra e percussioni.
Agricoltore e studioso per l’uso delle erbe spontanee.
Ricercatore spirituale. I suoi maestri Lama Ganchen, Bernardino del Boca, Abuela Margherita, Alberto Luiz Boen Fil e altri pionieri della spiritualità moderna.

Per ricevere la mail settimanale col nostro programma di attività, seminari, eventi ed approfondimenti donati, scrivi a felicitasmundi@protonmail.com

Intervista al maestro Tran Quang Hai

Musica dell’anima

Il nostro progetto di libera condivisione di musica ispirata

Carlo, Sentire il mare


La casa dell’amicizia Pitagora partecipa a Kalabria Eco Fest, 23/24 luglio

La musica d’apertura è suonata col Sarod

A cura di Gabriele e Loro

Tarocchi tra le lune_Alea Iacta Est


Questa luna piena pone luce sulla nostra integrità. In un tempo in cui si continua a oscillare, è giunto il momento di prendere una posizione, e portare avanti le proprie scelte.
È da molto che siamo in fase di continui cambiamenti, e ci stiamo preparando per nuovi stili di vita cercando un modo per avanzare.
Questo tentativo di salvaguardarsi, o meglio ancora, guardarsi le spalle, ha fatto perdere di vista alcuni punti cruciali, rimettendo tutto in discussione.
Chi ha perso l’orientamento ha dovuto trovare modi nuovi per ritrovare la strada, e la maggior parte delle volte l’ha ritrovata in qualcosa di antico. Lì dove credevamo di aver superato obsolete tradizioni, è proprio lì, in quel “vecchio” che abbiamo riposto le nostre sicurezze, udite udite… Gli antichi valori.
Ci siamo accorti che forse alcune cose non erano poi così sbagliate, ma i tempi vanno avanti, e c’è una spada che ci ferma.

Nel momento in cui siamo diventati parte del caos, qualcosa di invisibile un po’ più grande di noi, più che agire, reagisce.
In questo caso banalmente direi “chi si ferma è perduto”, nel senso che se non ci adattiamo e riprogrammiamo una destinazione diversa, in quel caso si, probabilmente è perduto.
Non voglia essere un monito spaventoso, ma come scritto sopra, alea iacta est; è tempo di considerare che effettivamente si deve prendere un’altra piega. È un passaggio che se all’inizio potrebbe sconvolgerci, quantomeno impedisce di trattenerci in un percorso fatto di sole limitazioni.


La chiave dell’integrità è nell’allineamento perfetto tra il nostro cuore e la nostra mente, significa agire in conformità con ciò che sentiamo più giusto, e la giustizia non inizia dall’utilizzo di una mente razionale. Quella che è la Volontà reale, ha inizio e sede nel nostro quarto chakra. Sentiamo da lì, ascoltando ogni battito, in un attimo di meditazione, ciò che più opportuno seguire.
Una mente educata a questo ascolto e messa al servizio del volere più grande, non potrà fare altro che trovare la giusta direzione.
Quando prendiamo posizione allora non saremo più tanto noi i fautori dell’azione, quanto osservatori di ciò che ci circonda, limitandoci a fare una selezione.

Sarà tutto spontaneo, verrà restituito ciò che è stato tolto, e verrà sottratto ciò che abbiamo preso, in virtù del fatto che prendendo posto, nell’ordine delle cose, tutto deve trovare una sistemazione adatta.
Quando ci accorgeremo che allora, nella reazione della giustizia, tutto si muove in conformità a quanto chiesto e di azioni da noi stessi mosse, allora probabilmente più che giudicare, riusciremo a impegnarci per far sì che ogni cosa intorno determini per noi un punto di ripresa.

A cura di Francesca Shissandra

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